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1972
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martedì, novembre 25, 2003
La fenice di Marx. Uscito da un mese, il saggio di Riccardo De Benedetti affronta da un punto di vista filosofico alcuni dei principali aspetti del fenomeno post-comunista provando a spiegarne le radici politiche e culturali e la loro ricaduta nella società odierna. Il libro ha il grande merito di mettere in evidenza quella miscela di alibi, di pseudo-giustificazioni autoassolutorie, di compromessi morali e di camuffamenti ideologici che consentono ancora a molti di evitare il necessario confronto con la propria storia e con le proprie responsabilità. In una parola: descrive perfettamente quella colossale opera di rimozione collettiva che fa sì che in vasti settori della nostra società i fantasmi del passato continuino il loro macabro giro di valzer sotto le più svariate spoglie. Molto apprezzabili - tra l’altro - i numerosi riferimenti all'opera di Furet così come l'eccellente capitolo dedicato al confronto tra i due totalitarismi (nazismo e comunismo) con opportune osservazioni da una parte sul ruolo della violenza come elemento caratterizzante non solo l’esperienza storica del socialismo reale ma anche la stessa elaborazione dottrinale marxista-leninista e dall’altra sul carattere razzista della nozione di classe.
Lettura interessante ed originale. |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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