1972

martedì, novembre 25, 2003
A Gerusalemme. Non è necessario essere suoi particolari estimatori per riconoscere che Fini ha usato le parole giuste nel corso della sua visita al Museo dell’Olocausto. Anche la sinistra israeliana in generale ha mostrato di apprezzarle e di capire i motivi del suo viaggio. E’ segno di maturità politica affrontare pubblicamente il peso delle tragedie di un passato in parte condiviso (a livello ideologico) e chiedere perdono a nome di tutti quelli che quelle sofferenze hanno di fatto causato, permesso o accettato. Una nazione civile che ambisca ad una vera coscienza di sé ha bisogno anche di atti simbolici come questi. Sarebbe un gesto altrettanto apprezzabile se esponenti della sinistra ex comunista del nostro paese si recassero in visita ad un gulag e trovassero la stessa forza per denunciare le pagine vergognose della loro storia.
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A Fabio. A Luisa.

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