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venerdì, settembre 29, 2006
L’internazionalizzazione del conflitto”. Con questa formula ETA ha indicato da sempre l’aspirazione a veder riconosciuta al di fuori dei confini spagnoli la sua guerra terrorista contro lo stato di diritto e la democrazia. Adesso, grazie alla decisiva intercessione del gruppo socialista, questo desiderio è diventato realtà: il parlamento europeo discuterà infatti a fine ottobre lo stato del cosiddetto “processo di pace” che da mesi sta occupando il dibattito politico nella Spagna buona e giusta di Zapatero. L’insistenza di Batasuna (il braccio politico di ETA) ha fatto breccia ancora una volta nel cuore tenero del PSOE, un’ennesima concessione che legittima il ricatto dei pro-etarra e lo eleva a questione di rilevanza internazionale. “Anche quello europeo è il nostro parlamento”, si giustificava la vicepresidente del governo María Teresa Fernández de la Vega nel corso della consueta conferenza stampa del venerdì. Il problema, però, è che le Cortes di Madrid – quelle sì, parlamento nazionale – non hanno mai goduto di simile riconoscimento, dato che Zapatero ad oggi non si è ancora presentato davanti ai rappresentanti del popolo spagnolo per spiegare ufficialmente le linee guida dello sbandierato “dialogo con ETA”.
La circostanza è doppiamente sfortunata in quanto la decisione dell’Eurocamera giunge soltanto pochi giorni dopo la diffusione di un video in cui tre incappucciati confermavano la volontà dei terroristi di continuare la lotta armata e chiudevano il bellicoso messaggio sparando in aria diversi colpi di fucile. Un dettaglio su cui i socialisti hanno preferito sorvolare, forse per non incrinare il “processo di pace”. Conclusione: in preparazione del dibattito Batasuna invierà una lettera aperta ai 25 stati membri dell’Unione e ai 700 parlamentari europei per “illustrarela sua visione del “conflitto”.
Ma la scalata dei terroristi alle istituzioni non si ferma a Strasburgo. E’ stata infatti confermata dall’ambasciata spagnola a Caracas la notizia che Arturo Cubillas, membro di ETA ricercato dalla polizia per tre omicidi compiuti negli anni ’80, e la sua gentile consorte, Goizeder Odriozola, sono stati elevati ad incarichi di alta responsabilità nell’esecutivo di Hugo Chávez: il primo come direttore aggiunto al dipartimento di agricoltura, la seconda addirittura come responsabile dell’ufficio della presidenza della repubblica (bolivariana). E’ singolare che il governo di Madrid non si sia mai reso conto della brillante carriera dei due ricercati, dal momento che i contatti e gli scambi di cortesie con l’alleato venezuelano non sono certo mancati negli ultimi mesi. Il ministro di giustizia, López Aguilar, si è limitato a far sapere che aveva “appreso la notizia dai mezzi di comunicazione”. Più internazionali di così si muore.
postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

Tocque Ville, la città dei liberi





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