1972

martedì, luglio 25, 2006
Notizie dal fronte/8. Regime e popolazione sempre più distanti in Iran: cosa stiamo aspettando? In vista della conferenza di Roma (che non può fallire, no?) va di moda l'approccio soft alla Siria: gira e rigira si cade sempre nella tela di qualche despota. Lo chiamano realismo ma è solo codardia. Ha ragione Liberopensiero:

Non so quanto potrà essere utile la conferenza di pace per il Libano, ma è inutile girarci intorno: la questione resta quella del disamo dei mafiosi (Hezbollah) dal sud del Libano. Si potranno decidere aiuti umanitari (sempre benedetti), tregue, collaborazioni, ma quello che più di tutti servirà per una pace a lungo termine è la disponibilità a usare le armi per disarmare il Partito di Dio. Senza questa condizione, la conferenza di pace rischia di diventare una conferenza per una tregua provvisoria.

Ma nelle analisi realiste questo dettaglio curiosamente non compare mai. Ipocriti.
Equivalenze morali e ONU: praticamente sinonimi. Isaac Herzog e la sinistra consapevole:

Some may wonder how, as a man of the left and Israel's peace camp, I can at the same time be a member of a government now fighting a war in Lebanon. The answer is the same one that Clement Attlee or even Harold Wilson would have given: when your very existence is under threat, you have the right to defend yourself, and the responsibility to your people to defend their security. Let's be clear: Hizbullah is a terrorist organisation. This is not a political issue, it is not an ideological issue; it is a matter of survival. That is why I and the vast majority of the Israeli population support this military response.

Beati loro che ce l'hanno. Noi abbiamo i realisti.
postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

Tocque Ville, la città dei liberi





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