1972

lunedì, luglio 17, 2006
Mediatori in azione/2.

Martedì 11 luglio, alla vigilia dell’attacco degli Hizbollah contro Israele, Ahmadinejad aveva dichiarato, in modo intimidatorio: “I sostenitori del regime sionista devono abbandonare quel regime prima che sia troppo tardi. La rabbia delle nazioni in tutta l’area (mediorientale, ndr) è cresciuta. Se questa travalicherà i suoi limiti, la tempesta che si scatenerà non sarà confinata a quella regione, ma coinvolgerà i governi che appoggiano il regime sionista. Oggi le nazioni in quella regione si sono svegliate e i sostenitori del sionismo non potranno continuare a lavarsi le mani dei crimini di quel regime”. Non era il primo segnale. Nella prima metà di giugno, prima ancora dello scoppio della crisi nella striscia di Gaza, a Damasco si era tenuto un vertice tra il ministro della difesa siriano e quello iraniano. Il ministro della difesa siriano aveva dichiarato: “Stiamo costruendo un fronte comune contro la minaccia posta da Israele”.
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A Fabio. A Luisa.

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