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martedì, maggio 30, 2006
Il nostro nulla quotidiano. Stamattina è cominciato nel parlamento di Madrid il dibattito sullo stato della nazione. Non essendoci più una nazione ma diverse, Zapatero ha preferito ribattezzarlo dibattito di politica generale. Molto generale visto che in un'ora e un quarto lo statista della Moncloa ha dedicato tre minuti alla questione degli statuti di autonomia e quarantacinque secondi (dico quarantacinque secondi) al cessate il fuoco e al terrorismo etarra. In totale tre minuti e quarantacinque secondi ai due temi che hanno monopolizzato l'ultimo anno della politica spagnola. Zapatero ha descritto una Spagna meravigliosa, senza problemi, avviata a ricongiungersi con quell'idale irenico che le teste pensanti del socialismo alla paella hanno disegnato per quarantaquattro milioni di sudditi anestetizzati. L'11 marzo è definitivamente scomparso dall'orizzonte, il terrorismo è internazionale, l'immigrazione una risorsa tout court e la delinquenza ai minimi storici. Solo ieri ottocento disperati sono entrati alle Canarie e non passa giorno senza che una banda di extracomunitari assalti una villa in Catalogna. Nel pomeriggio la replica di Rajoy. Speriamo in bene.
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A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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