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lunedì, maggio 15, 2006
Marcia indietro? Ancora presto per capire se si tratti di controtendenza ma negli ultimi giorni l'amministrazione Bush ha mandato segnali non certo incoraggianti per i sostenitori della dottrina di diffusione della democrazia in medioriente. Da una parte le pressioni sempre più insistenti che spingono per un dialogo diretto tra Washington e Teheran, non si capisce bene a quale scopo e con quali obiettivi, e che alcune mosse pseudo-diplomatiche di dubbia moralità e convenienza sembrano in qualche modo avallare. Dall'altra la notizia del ristabilimento delle relazioni ufficiali con la Libia di Gheddafi. Ovviamente sono buone nuove per i corifei della realpolitik e quindi, come quasi sempre accade, pessime per chi sperava che l'epoca degli inciuci fosse definitivamente conclusa. Stefania è decisamente ingenerosa con Bush quando scrive
If Bush’s popularity has reached a new low, it is not because of being a “warmongering” administration, as some naive pundits claim. No. It’s because it has caved in to the terrorists and the terrorist regimes. Bush non ha ceduto ai ricatti dei terroristi e dei regimi che li supportano. Tuttavia Stefania intuisce e giustamente nota che il secondo mandato del presidente è stato finora profondamente diverso dal primo, certamente meno coerente, certamente più ambiguo. Ovviamente non si chiede qui di bombardare Teheran domani mattina: ma tra le bombe sull'Iran e i sotterfugi diplomatici esistono una serie di misure che potrebbero indebolire il regime, rafforzare le opposizioni e dimostrare al mondo che la distanza fra principi e azione non si è irrimediabilmente allargata negli ultimi diciotto mesi. |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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