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1972
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venerdì, maggio 12, 2006
Un comunista come presidente/5 (e un paese bloccato). Jimmomo si smarca dalla bocciatura ideologica di Napolitano e ricorda che il neo-presidente non era tra i duri e puri all'interno del PCI. Se ne potrebbe discutere a lungo ma a cosa servirebbe in realtà? L'indulgenza dei liberali è incomprensibile e dannosa: la sinistra di governo ha regalato in quindici giorni all'Italia tre cariatidi istituzionali, due delle quali con un piede e mezzo dentro la fossa comune della più immane tragedia del XX secolo ed una immersa fino al collo nella sottocultura corporativista che ha strangolato lo sviluppo sociale del paese per mezzo secolo. A che pro essere comprensivi, cosa c'è ancora da capire, su cosa vogliamo fermarci a ragionare? Basta. Che si sia costretti a discutere il grado di comunismo latente di un presidente della repubblica eletto dal parlamento è già di per sé uno scandalo in un paese civile. Chi dobbiamo ringraziare per questo? Sessant'anni di sopruso ideologico, di egemonia fondata sulla menzogna, di compromessi suicidi. Ma anche sessant'anni di latitanza, di mancanza di coraggio, di complessi di inferiorità dei liberali. Sarebbe ora di finirla. Nell'ultimo decennio non si è fatto che parlare dell'anomalia del berlusconismo per non affrontare l'anomalia vera. Quella putrida di una sinistra che non potendo liberarsi dei propri fantasmi ce li ripropone per l'ennesima volta vestiti con l'abito buono. Non chiedeteci di essere indulgenti.
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A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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