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1972
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giovedì, aprile 27, 2006
Urla del silenzio. Un'altra intervista, un'altra voce dal buio dell'oppressione. Questa volta a parlare è Ngawang Sangdrol, dodici anni nel gulag tibetano. La prima volta ci finì a 13 anni per aver cantato Tibet libero. Nel 1992 la condanna più pesante, in seguito ad una nuova manifestazione di protesta:
The penalties at Drapchi were severe. Ms Sangdrol was forced to suffer beatings with iron rods and rubber pipes, electric cattle prods on the tongue, knitting and spinning until her fingers blistered, and six months in complete darkness while in solitary confinement. |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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