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1972
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lunedì, ottobre 20, 2003
Le voci spente. Se Cuba è – secondo la definizione di Reporters sans frontières – la più grande prigione di giornalisti al mondo, nemmeno in Russia gli operatori dell’informazione se la passano troppo bene. Quattro giorni fa ricorreva il terzo anniversario della morte di Antonio Russo e ieri il WP pubblicava l’ennesima triste storia di un giornalista trovato cadavere a Togliattigrad, la città che dall’epoca sovietica porta il nome del segretario dell’ex Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti. Forse questa è e resterà una vicenda dai risvolti locali ma è innegabile che la transizione russa alla democrazia sia costellata da palesi violazioni al diritto fondamentale della libertà di stampa che in questo paese ha poco più di un decennio di vita.
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A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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