1972

domenica, marzo 26, 2006
Stabilità a Minsk. Ieri è stato il giorno più duro per i manifestanti che coraggiosamente da giorni sono in piazza a gridare la loro indignazione contro il despota Lukashenko, quello della stabilità. Vi invitiamo ancora una volta a seguire l'evoluzione degli eventi attraverso le fotografie e i commenti di Jimmomo, Veronica Khokhlova, The Being Had Times e Belarus Elections che oggi dedica al suo paese stuprato queste parole:

It is early morning in Belarus, a bit after midnight on the east coast. It is time to go to bed after a day of horror in Belarus. A song by Kasia Kamockaja might suit as a lullaby today. I love this great singer, whose songs really caught the spirit of the time.

Sleep, my land, sleep
Sigh, close your eyes.
Listen, it will be ok,
Don’t worry, repose…


E' davvero triste come TocqueVille (tranne rare eccezioni) non sia riuscita ad interpretare i fatti bielorussi attraverso la lente della libertà e si sia fatta inghiottire ancora una volta da rigurgiti pseudo-realisti e revisionisti o da una sostanziale indifferenza. Un'occasione persa, una dimostrazione di cinismo davvero preoccupante. Nove mesi fa, quando la spinta liberaldemocratica che aveva animato il progetto era prevalente, tutto questo non sarebbe mai successo e TocqueVille sarebbe stata senza dubbio il megafono della società civile bielorussa, il veicolo attraverso il quale l'indignazione democratica avrebbe sfidato il silenzio dei media e dei politici del nostro paese. Oggi se parli di democrazia puoi perfino sentirti dare dell'hooligan senza che la cosa scuota le fondamenta della città dei liberi. Dispiace che molti se ne siano andati: c'era una battaglia importante da combattere dall'interno che adesso si rischia seriamente di perdere.
postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

Tocque Ville, la città dei liberi





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