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venerdì, marzo 24, 2006
Diari di una dittatura. Cosa sta emergendo dai documenti dell'Iraq saddamita che il Pentagono ha finalmente deciso di rendere pubblici. Beh, per esempio, che il baffone e il turbante si sentivano spesso:
Il 19 febbraio 1995 una delegazione irachena raggiunge il Sudan e incontra Bin Laden dopo aver ottenuto l'autorizzazione di Saddam. Osama chiede che la radio irachena diffonda i sermoni del predicatore saudita Suleiman Al Awda (emerso anche in una inchiesta milanese, ndr) e suggerisce di lanciare «operazioni congiunte contro le forze straniere». Il rais autorizza la trasmissione dei programmi, mentre per quanta riguarda i rapporti viene lasciata aperta una opzione. Gli analisti Usa precisano che nel testo non compare alcun sigillo ufficiale e che non esiste prova che nasca un patto d'azione. Però — aggiungono — solo 8 mesi dopo c'è un grave attentato anti- americano a Riad. Nell'agosto 2002 gli 007 iracheni vogliono verificare la fondatezza delle informazioni circa la presenza di qaedisti nel Paese. Nel dossier viene inserita anche una foto di Abu Musab Al Zarkawi, allora quasi sconosciuto. A questo proposito, gli esperti statunitensi precisano che la presenza del gruppo è stata confermata in seguito. Nel novembre 2001 la milizia dei «Feddayn Saddam» è sollecitata a verificare le «voci tra la popolazione» che indicano la partenza per l'Afghanistan di 3000 volontari ”iracheni e sauditi”. Anche qui, qui, qui e qui: Nei giorni scorsi sono stati pubblicati altri documenti. Il New York Times ha raccontato che i capi militari del regime hanno saputo soltanto nel dicembre 2002, tre mesi prima della guerra, che Saddam aveva mentito sul possesso di armi di distruzione di massa. Un’informazione che, d’un colpo, cancella tutte le teorie complottistiche sulla falsificazione bushiana e blairiana delle prove sulle armi, come ha notato l’ex sindaco democratico di New York Ed Koch. La rivista Newsweek ha raccontato che, poco prima dell’inizio della guerra, la Cia aveva assoldato il ministro degli Esteri di Saddam, Naji Sabri, il quale ha svelato che Saddam non aveva attivato programmi biologici e che, malgrado volesse dotarsi della bomba atomica, era ancora lontano dall’ottenerla. Il ministro, però, ha anche riferito che l’Iraq disponeva di ingenti scorte di armi chimiche e che aveva ricominciato a produrle. La Abc ha ottenuto quattro documenti, uno dei quali, datato 15 settembre 2001, dà conto di incontri tra i servizi di Saddam, i talebani e Osama. Un altro dimostra gli interessi iracheni nei meccanismi di finanziamento elettorale ai partiti francesi. Un terzo paper contiene l’ordine di distruggere documenti e di nasconderne altri agli ispettori Onu. L’ultimo riguarda la presenza di al Qaida in Iraq nell’agosto 2002. C'è un silenzio là fuori... |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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