1972

venerdì, marzo 24, 2006
El proceso. Fu un 24 marzo di trenta anni fa quando i militari presero il potere in Argentina inaugurando quell'immenso crimine contro l'umanità chiamato ufficialmente proceso de reorganización nacional. Sette anni di paura, silenzi, camere di tortura, desaparecidos. Sette anni di occhiali scuri, garage con le serrande abbassate, stadi che gridavano morte. Sette anni di lutti, connivenze, corruzione. Un'intera generazione perduta, sequestrata o costretta all'esilio. Una delle vicende più sordide della storia latinoamericana contemporanea, un buco nero della coscienza dal quale l'Argentina non si è ancora ripresa. Se non durò più a lungo fu anche per il colpo di grazia inferto da questa signora che mandò le truppe britanniche a riprendersi le Falklands e umiliò il regime. Ovviamente da noi c'era chi preferiva che vincessero i fascisti ma questa è la storia di sempre.
E' vero, in Argentina c'era il terrorismo. E' vero, se vai alla libreria delle madri di Plaza de Mayo ci trovi testi inneggianti a Che Guevara e a Lenin e capisci quanto quei ragazzi fossero mal consigliati e che occasione abbiano perduto quelli che hanno potuto testimoniare per rispondere alla dittatura con il credo democratico anziché con un totalitarismo di diverso colore. Ma non ci sono attenuanti che tengano. A Buenos Aires ancora oggi non parlano volentieri di quegli anni. Se proprio insisti ti rispondono a mezza bocca: fue una masacre. Fu un massacro. Punto final.
Alcuni testi e film di riferimento: La noche de los lápices, Garage Olimpo, Il volo, La verguenza de todos su dittatura e Coppa del Mondo 1978.
postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

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