1972

sabato, novembre 26, 2005
L'abisso (ovvero, come una democrazia sta andando a male). Come chi ci legge sa bene, non era difficile immaginare che gli incontri segreti tra indipendentisti catalani e incappucciati etarras, lo sdoganamento della banda terrorista da parte del governo spagnolo e la strategia dell'isolamento nei confronti della principale forza di opposizione del paese perseguita con ostinazione dalla Moncloa in giù, avrebbero conferito agli stragisti un ruolo di primo piano nel dibattito politico spagnolo. Il delirante comunicato con cui ETA approva la linea di Zapatero (ottimo risultato, signor presidente), chiede una mediazione internazionale per risolvere il conflitto basco (conflitto, dice) e accomuna il destino di País Vasco e Catalogna come nazioni (dando la sua benedizione al nuovo statuto catalano, complimenti di nuovo) ne è l'ennesima conferma. Il terrorismo che abbraccia il progressismo e lo stritola: difficile venirne fuori anche per gli ideologi del pensiero unico socialnazionalista. Non resta che seguire la tattica di sempre, scaricare le palate di merda - scusate l'espressione - con cui si sta affogando la società civile su chi dissente, su chi difende le istituzioni, su chi prova a dar voce alle vittime invece di blandire i carnefici. Da un Periódico de Catalunya in evidente affanno parte quindi il quotidiano attacco all'opposizione, rea di aver constatato l'ovvio, cioè che ETA sta dalla stessa parte del nazionalismo catalano. L'invettiva attribuisce al PP la politicizzazione del terrorismo, il che detto dagli invasati dell'11-14 marzo e dai promotori delle tregue separate con ETA sfiora l'indecenza. Attenzione:

Ante la locura de que una fuerza de oposición que aspira a gobernar España conceda valor político y público a opiniones de terroristas, el Ejecutivo ha dejado bien claro que esa conducta "da alas" a la banda, y la indignación de los partidos catalanes se ha desbordado.

Secondo el Periódico (che si fa eco delle dichiarazioni della vicepresidente del governo) sarebbe il PP a concedere valore politico e pubblico alle opinioni dei terroristi mentre il governo e i partiti catalani manterrebbero la linea del rifiuto e dell'intransigenza. Come si possa scrivere una cosa del genere senza sprofondare nella vergogna è qualcosa che supera la nostra capacità di comprensione. Ma non è finita:

Si no se desautoriza a Acebes, y si una mayoría amplia de este país no rechaza esa actitud incendiaria y da la espalda a los sembradores del odio como hizo el 14 de marzo del 2004, la estabilidad política corre un riesgo bastante serio.

Quelli della disintegrazione politica, geografica, morale e civile di questo paese vedono nell'attitudine di chi discrepa dai loro piani un rischio serio per la stabilità. Seminare odio: questa è l'accusa che ogni giorno la propaganda socialnazionalista rivolge ai non allineati.
Lo stupro sistematico della verità storica, la menzogna elevata a codice di condotta, la manipolazione come strumento essenziale di esercizio del potere: è il bilancio di meno di due anni di abisso giocati tra Barcellona e Madrid sulla pelle degli spagnoli. Silenzio, Spagna.
postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

Tocque Ville, la città dei liberi





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