|
1972
|
|
lunedì, novembre 21, 2005
Nessuna fretta. Sarà certamente dovuto ad una coincidenza il fatto che la recrudescenza degli attentati in Iraq negli ultimi giorni si sia verificata in contemporanea con l'inasprirsi del dibattito americano sul ritiro delle truppe. Ma a volte le coincidenze fanno pensare. Primo pensiero: i terroristi hanno sempre dimostrato di saper sfruttare debolezze, tentennamenti e indecisioni altrui; secondo pensiero: la critica e la discussione non sono debolezze in una democrazia, piuttosto il contrario; terzo pensiero: l'utilizzo della retorica anti-interventista o ripiegazionista per esclusiva convenienza politica interna, invece, non è un legittimo esercizio critico ma un comportamento altamente irresponsabile da parte di chi se ne fa interprete; quarto pensiero: la realtà - già, la realtà - dimostra una volta di più che andarsene prima che la minaccia terrorista sia disinnescata significa riconsegnare l'Iraq alla barbarie. Per fortuna Bush lo sa e, a quanto pare, non è da solo. Ovviamente chi continua a confondere le rivendicazioni politiche dei sunniti con la guerra terrorista scatenata da saddamiti e jihadisti farà fatica a raccapezzarsi. Ma sarebbe il caso di non far pagare gli errori di interpretazione dei ritiristi pragmatici (quelli ideologici qui non interessano) al popolo iracheno che, a differenza loro, ha dimostrato a più riprese di credere nel proprio riscatto politico e civile. Qui l'opinione di Norman Geras.
|
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
![]() ![]() Asia e dintorni Normblog |