1972

giovedì, ottobre 27, 2005
Terminologia applicata. Ahmadinejad e il suo Iran non sono ultraconservatori. Sono fondamentalisti islamici. La prima espressione serve al limite a definire la casta al potere a Teheran rispetto alle componenti riformiste all'interno della società iraniana ma è la seconda a definirla davanti al mondo. Non è solo una questione di vocabolario, è un importante elemento di chiarezza concettuale. Quando i giornali o i commentatori occidentali usano categorie interne alla politica di un paese per illustrarne le dinamiche rispetto alla comunità internazionale, producono spesso confusione e incorrono il più delle volte in svarioni imperdonabili (come questo). Definire correttamente un interlocutore o un avversario è la premessa per non trovarsi impreparati nel momento in cui è necessario decidere come comportarsi nei suoi confronti. Una delle principali cause dell'incapacità dei media di capire e quindi di spiegare il fenomeno terrorista e la conseguente lotta delle democrazie contro l'islamofascismo è data proprio dal rifiuto (la maggior parte delle volte cosciente) di chiamare le cose con il loro nome. L'inversione dei termini aggressore e resistente è forse l'esempio più clamoroso, ma non è il solo. A Teheran non governa la destra parlamentare britannica, governa il fondamentalismo islamico. Sono nazifascisti, non conservatori.
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A Fabio. A Luisa.

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