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lunedì, settembre 19, 2005
La soluzione della questione nucleare nordcoreana? Non così in fretta. Solo nei prossimi mesi sarà possibile valutare la portata dell'inatteso accordo raggiunto tra le parti nei negoziati di Pechino. Per il momento ci si deve limitare ad alcune osservazioni generali a partire dal testo del documento che ha permesso ai rappresentanti delle sei nazioni coinvolte di chiudere questa fase di trattative annunciando un consenso di massima. Ma il diavolo, si sa, si nasconde nei dettagli.
- The Democratic People's Republic of Korea (North Korea) committed to abandoning all nuclear weapons and existing nuclear programs and returning at an early date to the treaty on the nonproliferation of nuclear weapons (NPT) and to IAEA (International Atomic Energy Agency) safeguards. Dichiarazione di intenti. Non c'è una data, una scadenza, un impegno formale. Kim Jong Il ha sempre giocato con la buona fede (o l'ingenuità) delle controparti. Perché questa volta dovrebbe essere sincero? Il trattato di non-proliferazione è sempre stato solo un pezzo di carta per Pyongyang: nel 2002 la Corea del Nord ne uscì ed espulse gli ispettori della IAEA, quegli stessi che a partire da non si sa quando dovrebbero essere riammessi. - The United States affirmed that is has no nuclear weapons on the Korean Peninsula and has no intention to attack or invade the DPRK with nuclear or conventional weapons. Primo successo di Pyongyang: gli Stati Uniti sottoscrivono la loro rinuncia al nucleare nella penisola e ad un eventuale intervento armato contro il regime di Kim. E' quella garanzia di sicurezza che i nordcoreani cercavano ad ogni costo. L'hanno ottenuta (almeno sulla carta). Il vantaggio psicologico è notevole: se il regime non commette atti insani è al sicuro. I margini di manovra sono amplissimi visto che non sono previste sanzioni per la semplice violazione degli accordi. - The DPRK stated that it has the right to peaceful uses of nuclear energy. The other parties expressed their respect and agreed to discuss at an appropriate time the subject of the provision of light-water reactor to the DPRK. Passaggio cruciale e secondo successo di Pyongyang perché sull'uso dell'energia nucleare a scopi pacifici si erano incagliate le negoziazioni. A quanto pare Washington ha scelto la linea morbida, cioè la linea Clinton ma con una differenza: i reattori ad acqua leggera furono promessi nel 1994 in cambio del congelamento del programma nucleare, nel 2005 lo sarebbero a fronte del suo smantellamento. Il fatto che dopo undici anni si stia ancora discutendo non fa ben sperare. Inoltre è probabile che attorno all'espressione appropriate time ci si interrogherà parecchio: a chi tocca il primo passo? Ci si era seduti al tavolo convinti che tutto il peso della crisi ricadesse sulle spalle di Kim Jong Il ma adesso che il tiranno ha promesso di fare qualcosa in cambio di qualcos'altro le posizioni di forza sono cambiate. Vuoi vedere che se non gli danno il reattore non se ne fa nulla? - The six parties undertook, in their relations, to abide by the purposes and principles of the Charter of the United Nations and recognized norms of international relations. The DPRK and the United States undertook to respect each other's sovereignty, exist peacefully together and take steps to normalize their relations subject to their respective bilateral policies. Se esisteva uno strumento di pressione anti-regime era il blocco dei flussi finanziari e dei commerci illegali. Cosa succederà a partire da oggi? In che misura il rispetto della sovranità nordcoreana impedirà agli americani di intervenire sulle questioni relative ai diritti umani? In genere la normalizzazione delle relazioni tra una democrazia e una dittatura non fa presagire azioni incisive a sostegno delle vittime della repressione ma - ripetiamo - al momento siamo nel campo delle ipotesi e delle interpretazioni arbitrarie. - The six parties undertook to promote economic cooperation in the fields of energy, trade and investment, bilaterally and/or multilaterally. China, Japan, the Republic of Korea (ROK), Russia and the U.S. stated their willingness to provide energy assistance to the DPRK. The ROK reaffirmed its proposal of July 12, 2005, concerning the provision of 2 million kilowatts of electric power to the DPRK. Sicurezza, energia e cooperazione economica. Le minacce pagano. - The six parties agreed to take coordinated steps to implement the aforementioned consensus in a phased manner in line with the principle of ''commitment for commitment, action for action.'' Tradotto: è ancora tutto da fare. Le parti si rivedranno a novembre a Pechino. I cinesi sono usciti dai colloqui come giganti della diplomazia internazionale e nemmeno questo è un buon risultato per l'amministrazione Bush. Ma tutto potrebbe cambiare nel momento in cui ancora una volta l'unico uomo grasso in Corea del Nord si rivelasse per quello che è: un despota paranoico e inaffidabile. Il principale problema dell'accordo sta proprio nel concedere nuovamente al peggior regime del pianeta l'opportunità di farla franca e di tenere il mondo in scacco. Quando tratti un criminale come un interlocutore rispettabile automaticamente ti esponi al rischio di diventarne ostaggio. C'è da sperare che a Washington lo abbiano calcolato e che non siano arrivati a determinate conclusioni solo per mancanza di alternative. Dietro la questione nucleare resta il dramma di un'intera nazione imprigionata ed affamata. I prossimi avvenimenti ci diranno quanto i ventidue milioni di nordcoreani fossero presenti al tavolo dei negoziati. |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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