1972

lunedì, luglio 25, 2005
Il treno verso casa. Se autentico, questo è un documento straordinario. All'inizio di maggio la ONG giapponese RENK (Rescue the North Korean people) riesce a far entrare un nordcoreano dotato di videocamera in un vagone del treno Chongjin-Shinuiju. L'uomo realizza clandestinamente un'intervista con un soldato dell'esercito di Pyongyang rimandato a casa per le sue precarie condizioni di salute. La diagnosi: malnutrizione. Ricoverato in ospedale da tre anni, il giovane diciannovenne sta andando a morire nel suo villaggio natale:

When our interviewer asks, “Have you eaten?” the low rank soldier answers, “Even if I did eat, I cannot digest. My intestines do not work.”

Nell'esercito non c'è cibo, rivela il soldato:

They do not even have pickled foods (in the military). We carry around salt in our pocket to eat and even that we do it in secret.

Domani a Pechino ricominciano i colloqui a sei sul nucleare senza troppe speranze di giungere ad una soluzione definitiva. La Corea del Nord manda segnali distensivi a Washington e sembra sulla strada di ottenere quel che vuole: normalizzazione delle relazioni ed energia. Vedremo se Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud ripeteranno l'ingenuità di credere alle promesse di Kim. Il regime ostenta sicurezza ma è più debole che mai: non è in grado di nutrire nemmeno l'esercito e solo la più spietata repressione ha impedito finora la sua implosione. Il cavallo di Troia resta la questione dei diritti umani e a costo di far fallire le negoziazioni dovrà essere messa sul tavolo. Non farlo si tradurrebbe non solo in una capitolazione morale ma anche in un disastroso errore strategico. Non esiste via d'uscita dal problema nucleare con Kim al potere e questi colloqui rischiano di essere solo l'ennesima boccata di ossigeno per Pyongyang. Sharansky lo sta denunciando da tempo. Un accordo con il Gulag-State sarebbe la peggiore delle sconfitte diplomatiche perché verrebbe rispettato da una parte sola, costringerebbe la comunità internazionale a dipendere dall'umore del Caro Leader per i prossimi decenni e consegnerebbe ventidue milioni di anime ai tempi supplementari della schiavitù. A meno che i nordcoreani siano figli di un dio minore dobbiamo a tutti loro lo stesso impegno solenne che ispira la democratizzazione del medioriente: non siete soli. Isolare Kim, minarne il regime e allo stesso tempo nutrire la popolazione. Da Cina, Russia e Corea del Sud non ci si può attendere nulla del genere, dagli Stati Uniti sì.
postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

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