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martedì, luglio 12, 2005
Il gioco pericoloso di Kim. La Corea del Nord ha annunciato il ritorno al tavolo delle trattative sul nucleare. Molte le interpretazioni possibili, una delle quali è che il regime di Pyongyang abbia di nuovo bisogno di aiuti internazionali per affrontare un'altra crisi alimentare in arrivo e che abbia deciso di giocare la carta atomica. Sarebbe l'ennesimo ricatto e vedremo fino a che punto Washington (Pechino sta con Kim e gli altri non contano) sarà disposta ad accettarlo. Il comunicato dei nordcoreani è abbastanza esplicito nella sua cripticità:
"We do not intend to possess nuclear weapons forever," the North's main state-run Rodong Sinmun daily wrote in a commentary. "If the U.S. nuclear threat to (North Korea) is removed and its hostile policy to 'bring down the system' of the latter is withdrawn, not a single nuclear weapon will be needed." Dove bring down the system non vuol solo dire regime change con la forza ma anche smettetela di occuparvi dei nostri affari interni e della situazione dei diritti umani (che alla fine significa regime change senza forza). Che nel caso Corea del Nord l'aspetto strategico-nucleare sia inscindibile da quello dei diritti umani sembra piuttosto chiaro all'amministrazione Bush, almeno a giudicare dagli ultimi atti pubblici del presidente americano. E non può essere altrimenti trattandosi del Gulag-State per antonomasia. Personalmente non crediamo nemmeno un po' alla prospettiva di una distensione come risultato delle nuove consultazioni multilaterali e ci auguriamo che le nazioni democratiche che vi parteciperanno lo facciano con quella sana dose di scetticismo che dovrebbe sempre accompagnare ogni trattativa con dittatori della risma di Kim Jong Il. Il fatto che ci si debba sedere a parlare è già una sconfitta, determinata da anni di appeasement e miopia. In ogni caso nessuna soluzione definitiva sarà mai compatibile con l'esistenza del regime di Pyongyang. Disinnescare la miccia nucleare (sempre che ci si riesca davvero) dovrà essere solo la premessa della liberazione di ventidue milioni di persone intrappolate all'inferno. |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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