1972

lunedì, luglio 11, 2005
Cosa c'è di sbagliato nelle analisi da sinistra/2. Corollario al post precedente (niente di personale contro Paolo Ferrandi - che peraltro oggi scrive che gli angloamericani sono sul punto di ritirarsi dall'Iraq: legge e crede a Repubblica, si vede - solo che è triste osservare come la logica del tanto peggio tanto meglio continui a prevalere a sinistra e l'analisi obiettiva della realtà a soccombere).
Partendo dalla teoria secondo cui Bush sbaglierebbe a considerare come nemici determinati stati è lecito dedurre che il miglior modo per combattere il terrorismo sarebbe lasciar prosperare gli stati terroristi (l'Afghanistan talebano, l'Iran degli ayatollah ma anche l'Iraq saddamita e la Siria baathista). Questa curiosa soluzione al problema fa il paio con la riflessione gemella secondo la quale la lotta contro il terrorismo avrebbe rafforzato i terroristi: avete visto - si discetta nei circoli dell'intelligentsia - la vostra guerra non ha fermato gli attacchi, anzi. E' un po' come dire che per guarire il cancro non si deve far servire la chemioterapia perché non elimina immediatamente tutte le cellule malate e che il rimedio è lasciarle proliferare indisturbate in attesa che si stanchino di nuocere e procedano ad una regressione spontanea. Solo che se spiegate ad un medico una cosa del genere vi guarderà allucinato, mentre in politica tutto è lecito a quanto pare. E a nulla vale far notare che il prezzo dell'inazione sono stati tremila morti mentre gli ultimi attacchi, a conflitto in corso, hanno provocato conseguenze letali ma comparativamente meno catastrofiche e che le modalità dei recenti attentati hanno dimostrato una capacità organizzativa ridotta e una crescente difficoltà nell'esecuzione e nella massimizzazione del danno. A nulla vale perché l'intelligentsia ha già deciso che avete sbagliato tutto e se in Iraq ci state perché ci state e se ve ne andate perché ve ne andate e se il terrorismo non attacca significa che avete esagerato la minaccia e se invece attacca è perché non l'avete prevista e state facendo solo danni... etc... etc...
Non c'è realtà che tenga. Eppure qui non si tratta nemmeno di essere fini osservatori delle vicende della politica internazionale. Si tratta solo di usare un po' di buon senso. Perché alla fine di questo si sta parlando: di abbandonare l'ideologia e di adottare il senso comune. Non è difficile a volerlo fare.
postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

Tocque Ville, la città dei liberi





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