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martedì, maggio 24, 2005
Il giro del mondo. Oggi troppi link. Post riassuntivo.
Germania. L'Economist analizza la mossa elettorale di Schroeder. Walking Class e Il Foglio di carta igienica sono sul pezzo. Medienkritik la vede dura per la sinistra. Difficile dargli torto. Intanto sembra che la storia di Allende antisemita stia stuzzicando un po' tutti. Rilanciamo: le strane idee dell'ex presidente cileno sul controllo dell'economia. Azerbaijan. A Baku cresce la tensione: rivoluzione colorata o repressione alla Karimov? Il regime mostra il bastone. Uzbekistan. Il falso mito dell'alleato strategico. Perché è tutt'altro che finita. Boris Biancheri vede più problemi che opportunità ma sostanzialmente concorda. Siria. Dei dittatori è meglio non fidarsi: cosa resta di siriano in Libano? A Damasco si parla di riforme ma gli oppositori continuano a finire nelle patrie galere. Iran. Condi fa sapere ai mullah che l'ora della verità sta arrivando anche per loro: The United States stands with the people of Iran. Cina. Nick Kristof è forse troppo ottimista sul potere di Internet in funzione anti-regime ma il suo articolo è di quelli che ci piacciono. Soprattutto il finale: President Hu has fulminated in private speeches that foreign "hostile forces" are trying to change China. Yup, count me in - anybody who loves China as I do would be hostile to an empty Mao suit like Mr. Hu. But it's the Chinese leadership itself that is digging the Communist Party's grave, by giving the Chinese people broadband. Rampini continua il suo reportage sul mondo del lavoro cinese: questa volta il focus è sullo sfuttamento minorile. Robert Samuelson mette in guardia contro gli allarmismi fuori luogo. It's Sputnik time con gli occhi a mandorla: On being overtaken, history teaches another lesson. America's economic strengths lie in qualities that are hard to distill into simple statistics or trends. We've maintained beliefs and practices that compensate for our weaknesses, including: ambitiousness; openness to change (even unpleasant change); competition; hard work, and a willingness to take and reward risks. If we lose this magic combination, it won't be China's fault. Anche perché il capitalismo a stelle e strisce è più in salute che mai e può fare ancora meglio, assicura l'Economist. Mentre la Cina sembra non imparare mai dai propri errori: altra emergenza sanitaria. Corea del Sud. Time è entrato nel laboratorio più discusso del momento. Zimbabwe. Caos, arresti, collasso di una nazione. Tutto facilmente prevedibile. Cuba. Prima o poi anche Castro morirà. A L'Avana sperano che il regime gli sopravviva ma dall'esilio hanno altri piani. Ruanda. Undici anni dopo il genocidio benedetto dall'ONU e la guerra mondiale africana, si cerca ancora il cammino della riconciliazione. O almeno della reciproca accettazione. |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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