1972

giovedì, luglio 24, 2003
Un mondo meraviglioso. Update. Poteva mancare? E infatti non manca. Il contributo italiano al qualunque cosa facciano sbagliano. La voce di Lietta Tornabuoni su La Stampa di oggi è un altro pezzo da antologia. «Ma perchè hanno ucciso i figli (e forse un nipote) di Saddam Hussein?», si chiede. Mica l'ha capito. Mica ha letto nulla sulla dinamica dell'assalto, la resistenza e la battaglia che ne sono seguite, lo scontro a fuoco. Ma va'. Anzi: ma chi se ne importa. L'han fatto perchè per Lietta questo è il modo di fare di quelli che «hanno vinto una guerra preventiva illegale, mossa per motivi inconfessati, combattuta sulla base di menzogne». Stanno cominciando a mancarci le parole. Quindi vi lasciamo a questa ennesima perla di saggezza.

Ma perché hanno ucciso i figli (e forse un nipote) di Saddam Hussein? Che bisogno c'era? Per quale motivo ammazzarli? Una volta identificato (grazie a una soffiata da 30 milioni di dollari) il posto dove stavano, li avrebbero comunque presi. Erano in 4 dentro una casa a Mossul, nel Nord dell'Iraq. Bastava circondare l'edificio, metterlo sotto assedio e aspettare. E invece i parà della 101ª divisione aerotrasportata, le truppe speciali dell'esercito e dell'aviazione, i 200 uomini delle «Aquile Urlanti», l'attacco con razzi da parte degli elicotteri: uno spiegamento guerresco che serviva assolutamente a nulla. Erano pericolosi in quel momento? Sicuramente no. S'erano barricati nell'interno? Era sufficiente attrezzarsi. Facevano resistenza? Bastava collocarsi fuori tiro. Ma perché uccidere? I figli di Saddam Hussein saranno certo stati violenti, efferati assassini, seminatori di terrore in città, figure-chiave dell'ex regime: ma se si dovessero ammazzare tutti i criminali politici, le feroci canaglie, staremmo freschi, sarebbe un eccidio al giorno. In casi simili si catturano i colpevoli, si arrestano, si processano, si uccidono se nel Paese è legale la pena di morte oppure si condannano all'ergastolo o alla pena che il tribunale ha sentenziato: il modo di agire civile e democratico è questo. Perché ammazzare? E perché proprio gli americani dovevano assumersi il compito di ammazzare? Perché hanno vinto una guerra preventiva illegale, mossa per motivi inconfessati, combattuta sulla base di menzogne? Ma l'Iraq non è in guerra. La guerra è finita. Le uccisioni dei figli di Saddam Hussein non sono originate dalla «giustizia popolare» né dall'odio popolare, come fu per Mussolini e i suoi: in ogni caso quell'esecuzione del dittatore, nel tempo tanto criticata e caricata di tanti rimorsi, venne eseguita dai partigiani italiani, non dagli americani o dagli inglesi che presidiavano l'Italia alla fine della seconda guerra mondiale. Non è incomprensibile immaginare che i figli di Saddam Hussein siano stati uccisi per motivi politico-militari. E per quella mancanza di rispetto per la vita altrui che ha segnato tutta la guerra.

Avete capito? «In casi simili si catturano i colpevoli, si arrestano, si processano, si uccidono se nel Paese è legale la pena di morte oppure si condannano all'ergastolo o alla pena che il tribunale ha sentenziato: il modo di agire civile e democratico è questo». Grazie Lietta per curarti di noi, incivili e antidemocratici. Poche idee e ben confuse. Purtroppo diffuse. Sempre le stesse.



postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

Tocque Ville, la città dei liberi





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