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martedì, novembre 23, 2004
Amigos para siempre. Continua la storica visita di Hugo Chávez in Spagna. Ieri ha parlato all'Università Complutense di Madrid davanti a un centinaio di no-global entusiasti: elogi sperticati a Zapatero per essersi «liberato» (testuale) di Bush e aver reso il suo paese nuovamente felice e «indipendente», critiche feroci agli USA e al neoliberismo (ma cos'è?). Insomma, tutto quel che qui vogliono sentirsi dire. Poco dopo, primo incontro con lo statista della Moncloa (oggi replicheranno): sorrisi, baci, abbracci e complimenti. Zapatero è un campione di tempismo, non ci sono dubbi: riceve in pompa magna il venezuelano proprio mentre i Re di Spagna sono negli Stati Uniti per cercare di rimediare ai danni provocati in otto indimenticabili mesi dai demagoghi cui gli spagnoli si sono consegnati il 14 marzo. C'è di più: ieri sera il vecchio amico di Arafat nonchè ministro degli esteri, Moratinos, nel corso di una trasmissione televisiva non ha trovato di meglio che riproporre l'accusa contro Aznar di aver «appoggiato» il colpo di stato anti-Chávez del 2002. Stamattina il nuovo amico di Moratinos nonchè Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela ovviamente ha confermato tutto. «Compañero presidente el pueblo español te saluda». Un teatrino penoso.
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A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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