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venerdì, ottobre 29, 2004
Numeri a caso. Come facilmente intuibile fin dall'inizio, il dato pazzesco lanciato ieri dalla rivista The Lancet a proposito delle morti di civili iracheni - peraltro enfatizzato quasi solo dai quotidiani italiani e spagnoli (e dal Guardian) - non ha nessuna attendibilità. Si tratta di una semplice proiezione basata su interviste a famiglie scelte a caso. Insomma molto meno di un sondaggio, come riconoscono gli stessi autori del rapporto:
The scientists who wrote the report concede that the data they based their projections on were of "limited precision," because the quality of the information depends on the accuracy of the household interviews used for the study. The interviewers were Iraqi, most of them doctors. Da notare che il più antiamericano dei siti contro la guerra in Iraq nel suo famigerato body-count indica una cifra oscillante tra i quattordicimila e i sedicimila morti. Quindi in realtà sono molti meno. Da notare anche che sul sito di Repubblica il titolo «Centomila morti per la guerra» è stato sparato in prima pagina fino a un'ora fa (quindi per circa ventiquattrore) senza nessuna precisazione. Fenomeni assoluti. (Grazie ad Ernesto per la collaborazione). |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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