1972

giovedì, ottobre 28, 2004
Comunque vada. E' poco importante che Arafat sia già morto, muoia domani o resista ancora qualche mese. Questa settimana sarà ricordata come uno dei momenti decisivi della storia mediorientale. Quasi in contemporanea sono arrivati il al piano di ritiro da Gaza fortemente voluto da Sharon e le notizie sullo stato critico del padre-padrone dell'ANP. Arafat è politicamente già deceduto: vedremo quanto tempo sarà necessario per cancellarne la nefasta eredità. Un buon inizio sarebbe quello di cominciare a definire le azioni di cui si è reso protagonista con il nome proprio di crimini contro l'umanità, di evitare l'idealizzazione della sua sinistra figura, di considerare quel che sta avvenendo non come la fine di un mito ma come l'inizio di una speranza per israeliani e palestinesi. Non ha torto chi vede in Arafat un Che Guevara contemporaneo: la stessa mentalità terrorista e totalitaria accomuna i due personaggi. Qui non troverete parole comprensive e compassionevoli quando il fatidico giorno arriverà per lui come per tutti. Se sono quelle che state cercando dovrete solo avere un po' di pazienza: gli editoriali dei giornali di mezzo mondo sono già pronti per essere mandati in stampa.  
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A Fabio. A Luisa.

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