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mercoledì, settembre 22, 2004
Momenti di gloria. Lo zapaterismo in fondo non è difficile. Se visiti il cratere delle Torri Gemelle e vedi i nomi di tremila assassinati dal fanatismo islamico spieghi che la soluzione sono la legalità dell’ONU e la parità dei sessi. Se poi fai il tuo esordio ufficiale all’Assemblea Generale tiri fuori dal cilindro la strabiliante idea dell’«alleanza di civiltà». Seguite il ragionamento, perchè l’uomo ha una sua logica. Zapatero è partito dal concetto-spauracchio di scontro di civiltà che è la scusa di tutti quelli che non vogliono combattere il terrorismo. Quindi ha pensato: io sono quello del dialogo, del buen talante, il mio mondo non prevede conflitti. Sul dizionario dei sinonimi e contrari ha cercato la parola scontro: sinonimo battaglia, contrario alleanza. Fatto: alleanza di civiltà. Kofi ne sarà entusiasta. Ovviamente nessuno chiederà mai al genio del bene che cosa significhi esattamente la sua brillante proposta, come intenda realizzarla e soprattutto come la illustrerà ad Al Zarqawi o ad Al Zawahiri. Zapatero non ha tempo per questi dettagli. Lui parla in generale. Se dice no alla guerra è perchè la pace è meglio; se ritira le truppe è perchè non è il caso di dar fastidio e poi è giusto che i ragazzi stiano in famiglia; se firma documenti contro la fame nel mondo è perchè è più bello se tutti hanno un pollo al giorno; se promuove il catalano all’Unione Europea e gli fanno notare che in Spagna ci sono anche altre lingue nazionali lui ci metterà un secondo a promettere a tutti il loro momento di gloria. Nel meraviglioso mondo di Zap non esiste il male. Ci sono solo sorrisi, dialogo, alleanze, amore. Lui è andato a spiegarlo a New York tutto contento. E alla sera avrà sussurato all’orecchio di Sonsoles (la consorte): «Non immagini quanti spagnoli potrebbero parlare alle Nazioni Unite». Ha ragione, se ce l’ha fatta lui. E se mai un giorno – grazie a qualcun altro - il terrorismo sarà ridotto ai minimi termini e il mondo arabo avviato verso la democrazia, Zapatero sarà in prima fila a rivendicare il risultato con il suo rassicurante sorriso: «Ve l’avevo detto che si poteva andare a cena tutti insieme». Oggi El Periódico esce con una prima pagina che la dice lunga sullo stato dell’arte del giornalismo spagnolo: la foto di Zap e quella di Bush accostate sotto il titolo a nove colonne: «Antagonisti». Sottotitolo: «Zapatero all’ONU smonta la politica di Bush contro il terrore». Peccato che del suo discorso si siano accorti solo in Spagna. Anzi, meno male.
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A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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