1972

domenica, luglio 25, 2004
Un americano a Parigi. E' l'atleta del nostro tempo. Ha vinto di nuovo, quasi in scioltezza. Sulle strade di Francia in molti lo hanno applaudito. Alcuni lo hanno insultato. Lui intanto andava su. Dicono che sia freddo, che non susciti l'entusiasmo delle folle. Può darsi che sia vero: a guardarlo più che altro si prova ammirazione. Non solo per quella cicatrice che gli segna il cranio ma per la sintesa perfetta tra l'uomo e la bicicletta che è riuscito a realizzare. Forse nella storia del ciclismo altri sono stati più grandi di lui. Ma di sicuro lui è il più forte.
postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

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