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mercoledì, aprile 28, 2004
L’Europa bugiarda e complice. Partendo da questo magnifico articolo di Bruna Ingrao sulla cecità dell’Europa di fronte alla minaccia totalitaria dell’integralismo islamico suggeriamo la lettura completa del numero di liberal attualmente in rete (ed in edicola). Un’oasi di lucidità .
Come europei, non abbiamo guardato in faccia - per ciò che è - il nemico, che ci scaglia contro l’utopia violenta della rigenerazione islamica. Abbiamo abbassato gli occhi; li abbiamo girati altrove per timore che lo sguardo diritto potesse renderci troppo visibili, o per complicità , nascondendoci dietro le bugie del non detto e dell’edulcorato. Il momento è troppo drammatico perché si possa continuare a volgere la testa. Il progetto del totalitarismo teocratico, predicato dalla galassia di al Quaeda e dei movimenti del terrore, è oggi il nemico frontale delle democraze liberali occidentali. Nemico e non avversario. Il terrorismo islamista non è avversario politico: è nemico irriducibile della nostra civilizzazione, di tutte le conquiste che abbiamo faticosamente raggiunto e consolidato, a prezzo di sangue, attraversando gli orrori dei totalitarismi nel Novecento, per uscirne alla luce nella convivenza civile, con democrazie imperfette, che non sanano le ingiustizie del mondo (né potrebbero farlo), ma ci hanno dato libertà di parola, di movimento, di scelte esistenziali e sicurezza di vita, crescita di benessere. Una ricchezza immensa di libertà , a fronte dei campi di sterminio e dei gulag; una straordinaria potenzialità di crescita umana, a fronte dei regimi totalitari dai quali l’Europa si è liberata solo a prezzo di durissime battaglie e grazie all’aiuto determinante della democrazia americana. Dopo proclami sanguinari e migliaia di morti in atti di terrore firmati da cellule islamiste, dovrebbe essere chiaro che i movimenti islamisti radicali, che teorizzano e praticano il terrorismo (al Quaeda e non solo), sono oggi la più grave minaccia per la civilizzazione liberale e per le speranze di pace o relativa stabilità nell’ordine internazionale. La presa di coscienza non è avvenuta nell’opinione pubblica europea, né è limpida per buona parte delle classi dirigenti, degli intellettuali, delle élites colte in Europa. Se la minaccia fosse stata compresa in tutta la sua gravità avremmo udito e letto discorsi pungenti, le parole che richiamano ai valori fondamentali della nostra cittadinanza politica, al di là degli schieramenti. Con lodevolissime eccezioni, poche voci fuori dal coro, il silenzio è stato per lo più assordante e la cultura europea ne è stata, in larga misura, complice. |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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