1972

sabato, ottobre 04, 2008
La storia ci mette un po'. E' triste vedere come sostenitori di Bush della prima ora nel campo liberal-conservatore stiano adesso dando addosso all'operato dell'amministrazione uscente, proprio quando il suo mandato sta per concludersi. Invece di concentrarsi sul sostanziale abbandono della dottrina di diffusione della democrazia che ha così chiaramente caratterizzato i primi quattro anni (il caso Corea del Nord è emblematico), le critiche vertono proprio sugli inerventi in Afghanistan e in Iraq, come se le difficoltà del dopo-guerra inficiassero le ragioni e le cause alla base degli stessi. Ma il primo Bush - e il tempo gli renderà giusticia - è stato uno dei presidenti più illuminati della storia americana, almeno di quella contemporanea. Il secondo ha battuto in ritirata ed è stato questo il suo errore. I critici endogeni di Bush farebbero meglio ad evitare facili retromarce anche perché la realtà sta cominciando a dare ragione all'azione presidenziale (vedasi la progressiva stabilizzazione della situazione irachena) e, quel che più dovrebbe far riflettere, perfino alcuni media che non hanno mai fatto mistero della loro pregiudiziale avversione nei confronti delle politiche neoconservatrici (ormai abbandonate). Dall'Associated Press: Stable Iraq could influence Mideast.

As violence in Iraq recedes, neighboring states are pondering how to deal with an unwieldy country that could re-emerge as a key player along with Saudi Arabia and Iran in one of the world's most strategic regions.
The role of regional power broker may seem far-fetched for Iraq — a devastated land best known for car bombs, death squads and suicide attackers.
Still, countries of the Middle East cannot ignore the potential role of a resurgent Iraq, a nation of 28 million people, bordering Iran to the east, Syria and Jordan to the west and sitting on one of the world's major pools of oil.
For those reasons, the United States cannot afford to lose focus on Iraq, which will remain a strategic and important country even after the last of the 140,000 American soldiers have gone home.
postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

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