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lunedì, marzo 29, 2004
Dieci righe di puro pregiudizio. Dalla pagina delle lettere del «progre» El Periodico de Catalunya, sabato 27 marzo 2004:
Dal momento che ho amici ebrei e conosco molti americani di questa religione, penso che sia molto importante imparare a distinguere fra ebrei e Israele. Sono molti gli ebrei che disapprovano la politica che pratica il governo israeliano e, ciononostante, pagano il rifiuto che questo Stato genera e patiscono l’antisemitismo. Nemmeno favorisce il conflitto il fatto che diversi leaders di opinione ebrei pro-Israele promuovano la falsa idea che essere contro Israele e la sua politica sia essere antisemita. Il vero problema del Medio Oriente si chiama Israele, non giudaismo. Parliamo di uno Stato superbo e minaccioso che rifiuta sistematicamente di adempiere a qualsiasi risoluzione ONU, sostenendo di essere vittima di un terrorismo che esso stesso esercita contro altri popoli. Il pericolo si chiama Israele, non giudaismo. O forse qualcuno si sente più sicuro dopo l’assassinio del leader di Hamas? Il corsivo è nostro per meglio evidenziare i punti salienti del testo. Questa lettera sembra scritta apposta per dimostrare che cosa sia l’antisemitismo moderno. Nell’ordine: premessa d’obbligo sull’amicizia con ebrei o con persone di religione ebraica (scopo: allontanare da sè ogni sospetto); distinzione fra ebrei e Israele (scopo: preparare il terreno per la condanna dello Stato ebraico senza apparire antisemita); critica iniziale nei confronti del governo israeliano subito estesa allo Stato nel suo insieme colpevole di generare un sentimento di rifiuto (cominciano a trapelare le reali convinzioni dell’autore); l’antisemitismo considerato non come espressione di razzismo ma come reazione alla politica israeliana (convinzioni rivelate definitivamente alla terza riga); accenno ai «leaders di opinione ebrei pro-Israele» (oltraggio: esistono ebrei pro-Israele) responsabili di promuovere false idee (torna l’ombra della teoria cospiratoria); distinzione fra Israele e giudaismo (mica siamo antisemiti, no?) ed indicazione del primo quale «vero problema del Medio Oriente»; l'immancabile superbia di Israele; Israele «sostiene» di essere vittima del terrorismo ma in realtà è esso stesso uno Stato terrorista («contro altri popoli», al plurale tra l’altro); Israele è il pericolo (si ripete perchè risulti ben chiaro); richiamo di circostanza all’assassinio di un capo terrorista quale fonte di instabilità globale. Manca solo il paragone esplicito Israele-nazismo. Ci vengono allora in soccorso le pagine umoristiche de La Vanguardia (altro quotidiano di Barcellona), come ci segnala Iberian Notes. E’ normale ascoltare considerazioni di questo genere in Spagna. E’ normale leggere lettere come queste su tutti i principali quotidiani nazionali. Lo stesso sta avvenendo da tempo in molti altri paesi europei. Il vecchio continente è malato. Molto malato. |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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