1972

sabato, maggio 17, 2008
"On the verge". Il linguaggio diplomatico può essere ripugnante a volte. C'è un democidio in corso ma dalle bocche dei nostri sommi rappresentanti esce un filo di voce, flebile, basso, striminzito, non sia mai che qualcuno se ne accorga:

France's ambassador to the UN has accused Burma's government of being on the verge of committing a crime against humanity by not accepting foreign aid.

"Hundreds of thousands of lives are in jeopardy and we think that the primary responsibility of the government of Myanmar (Burma) is to help and open the borders so that the international aid could come into the place," he said.

Foreign aid agencies, too, are frustrated at the slow progress of aid to areas worst hit, especially in the Irrawaddy Delta.


Che inizialmente si attendesse un via libera dalle autorità birmane per intervenire è comprensibile. Che dopo due settimane l'occidente stia ancora aspettando lo stesso permesso è inaccettabile. Ci sono centinaia di migliaia di persone, tra cui una caterva di bambini, che dipendono da noi. Molti sono già morti per la nostra paura di compiere un'azione semplicemente morale, dignitosa, decente. Restano poche ore, pochissime. Di cosa abbiamo bisogno? Che cosa ce ne facciamo di una visita al villaggio Potemkin della dittatura? Cosa siamo diventati?
postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

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