1972

giovedì, maggio 08, 2008
Birmania, non si muore mai abbastanza per il regime. Quando il cielo è crollato la Birmania dormiva. Nessuno aveva avvisato che la pioggia delle prime ore della sera si sarebbe presto trasformata in un immane disastro naturale e umanitario. Nessuno aveva spiegato che un vortice d’acqua e di vento sarebbe stato capace di cancellare dalla faccia della terra una miriade di villaggi sul delta dell’Irrawaddy, di ridurre Rangoon e la sua periferia ad un cumulo di rovine e di trascinare con sé decine di migliaia di anime perse. Eppure i motivi di allarme non mancavano a dar retta ai bollettini emessi dalla Marina e dall’Aviazione statunitensi fin dal 29 aprile, tre giorni prima della tragedia, e ripresi da alcuni siti Internet specializzati: “una violenta tempesta ciclonica” denominata Nargis si sarebbe abbattuta sul territorio della Birmania sudoccidentale nella mattinata del 2 maggio per dirigersi poi nella zona dell’ex capitale. (...)
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