1972

giovedì, marzo 25, 2004
Aznar sul WSJ. Parla dell’attentato, dell’opera di manipolazione e disinformazione attuata dall’opposizione politica e mediatica nelle ore successive, della lotta contro il terrorismo. In questo articolo c’è esattamente tutto quel che avrebbe dovuto dire in quei giorni in cui invece si fece sorprendere dagli eventi e si consegnò senza reagire alla strumentalizzazione di avversari privi di scrupoli che - non provando vergogna alcuna - si ersero a paladini di democrazia e di moralità.
Aznar è l’uomo che in otto anni di governo ha portato la Spagna ad una prosperità interna e ad un ruolo internazionale senza precedenti. E’ l’uomo che ha affrontato con coraggio scelte difficili ed impopolari assumendosene sempre la responsabilità. E’ l’uomo che ha collocato il suo paese al fianco delle grandi democrazie contro il terrorismo. E’ l’uomo la cui politica gli elettori - sotto l’effetto delle bombe e della propaganda - hanno deciso di rimpiazzare con quella della sinistra irenista.
E ‘l modo ancor m’offende, direbbe uno più importante di noi.
Non abbiamo mai creduto molto alla tesi piuttosto comune in democrazia secondo la quale il popolo sarebbe migliore dei suoi governanti. Può suonare amaro, ma dopo aver vissuto qui negli ultimi due anni ci crediamo ancora meno.
Aznar esce di scena. Lo rimpiangeranno.



postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

Tocque Ville, la città dei liberi





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