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sabato, aprile 19, 2008
Sola andata. Siccome a leggere i giornali europei sembra che Cuba stia diventando una sorta di luna park dove si entra e si esce con i pop corn in mano appena cucinati da un microonde nuovo di zecca, conviene dare un'occhiata alle riflessioni disincantate di una ragazza che nell'isola ci è nata e ci risiede da sempre e che con i lati grotteschi di un regime totalitario è abituata a convivere. E' un bagno di realtà in quest'orgia di raulismo che sta invadendo i nostalgici del vecchio continente. Queste per esempio le sue considerazioni sulle facilitazioni promesse per uscire dal paese (che non è lo stesso che viaggiare, anche se da noi tendono alla confusione):
La experiencia de hablar con burócratas –para los que siempre falta algún documento, un cuño o una firma- me permitirá agenciarme la máxima calificación en algunas materias. No obstante, tendré que superar cierta predisposición al arrebato, una furia inconveniente cuando me dicen “su papel no ha llegado a tiempo” o “eso tienen que aprobarlo más arriba”. El resultado final de este ejercicio será una pequeña tarjeta blanca donde se me autoriza a salir de Cuba para recoger el premio Ortega y Gasset. Insisto que no se trata de “viajar”, ya que ningún cubano usa ese verbo para la acción de ir al extranjero. Nosotros saltamos, cruzamos, salimos o nos vamos; pero viajar es demasiado poco cuando de brincar la insularidad se trata. Incluso, la ansiada autorización que necesito es conocida como “permiso de salida” y lleva en sí el sonido de cerrojos que se abren. Yoani non è quel che si definisce una controrivoluzionaria, solo una testimone. Eppure il suo sito è continuamente sotto gli attacchi della censura. Recentemente La Stampa le ha dedicato un'intera pagina. |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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