1972

lunedì, marzo 31, 2008
E se la Via del Dalai Lama fosse sbagliata? Questa è la storia di due Tibet. Il primo è quello dei libri proibiti, delle entrate segrete, dei monasteri distrutti, delle preghiere spezzate. Più di mezzo secolo di terrore di Stato imposto da Pechino ha ridotto la regione ad una tragica caricatura di se stessa, umiliato i suoi abitanti, profanato le sue tradizioni. E’ questo il Tibet che due settimane fa ha provato a rialzare la testa e a gridare di rabbia come gli uomini disperati a volte sono costretti a fare: prendendo a calci i simboli dell'oppressione. Poi c'è l'altro Tibet, raccontato dai circoli radical-chic di Hollywood e nutrito dalla cattiva coscienza dell'Occidente democratico: qui l'uomo in carne ed ossa si spegne per fare spazio al puro spirito, alimentato dalle leggende del Buddha e dai miti della nonviolenza. (...)
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