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1972
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sabato, marzo 15, 2008
Il lezzo dell'ipocrisia. I Giochi a Pechino non avrebbero mai dovuto essere assegnati. Non c'era bisogno di una nuova repressione per sapere come i cinesi trattavano le minoranze etniche e i loro stessi cittadini. Solo chiudendo occhi, orecchie e bocca si poteva condurre il business as usual senza rimorsi di coscienza. Una volta piegatisi alla logica della superpotenza autoritaria gli inviti al boicottaggio sono subito apparsi fuori tempo massimo: bisognava mobilitarsi prima e in massa se si voleva impedire un altro scempio di diritto e di democrazia. Stupido poi appellarsi al ruolo della Cina all'estero senza premere per un cambiamento al'interno: gli Spielberg e le Farrow sono opportunisti della politica che agiscono in base a riflessi condizionati e a calcoli di visibilità, mai secondo un ragionamento coerente. Ditemi che senso ha guardare al Darfur e a Yangon quando a Pechino continuano gli arresti dei dissidenti e a Lhasa le pulizie etniche. Adesso il Tibet riporta tutti alla realtà. Le Olimpiadi si faranno, chi si sveglia adesso è un ipocrita. E puzza.
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A Fabio.
A Luisa. ![]() Asia e dintorni Normblog |