1972

giovedì, marzo 06, 2008
Thailandia, il ritorno dell'uomo della provvidenza. Al suo arrivo giovedì scorso all’aeroporto di Bangkok erano in tremila a scandirne il nome chiedendogli di non mollare. L’ex primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra ha scelto un ritorno trionfale dopo un anno e mezzo di volontario e dorato esilio seguito al colpo di Stato militare che nel 2006 lo aveva deposto. Come un re fattosi da parte per il bene dei suoi sudditi ma pronto a riprendere in mano le sorti del Paese al momento opportuno, appena sceso dall’aereo Thaksin ha baciato il suolo thailandese, in un gesto plateale che nulla aveva di improvvisato. Ufficialmente in patria per difendersi dagli addebiti di corruzione e conflitto di interessi diretti contro di lui dopo il golpe, l’attuale presidente del Manchester City ha recitato davanti ai giornalisti la parte della vittima di una persecuzione giudiziaria, precisando di non avere nessuna intenzione di rientrare nell’agone politico: “Sono qui per vivere e morire come un normale cittadino”, sono state le sue prime parole. Pochi però sono disposti a credere a questa dichiarazione d’intenti e quasi tutti vedono già nel rimpatrio il materializzarsi di una nuova tappa della sua controversa carriera istituzionale. (...)
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