1972

mercoledì, gennaio 09, 2008
Forse il clintonismo è finito, ma i Clinton no. Mi pare che la cosa più intelligente su Obama l'abbia scritta Paolo quando lo definisce in pratica un candidato mediatico e poco più. Ovviamente non è una critica senza appello al personaggio, che è giovane, certamente talentuoso, chiaramente coraggioso e come si dice... si farà. Ma pensare che i Democratici rischino di affidare a lui la riconquista della Casa Bianca è quantomeno ingenuo. Obama è il più amato dalla stampa progre che ci vede un anti-Bush in forma e sostanza (giudizio superficiale, ma tant'è) ma a medio e lungo ternime è una scommessa perdente. Jimmomo spiega perché è meglio che a contendere la presidenza a un repubblicano ci vada la moglie di Bill:

Stando a quanto i candidati hanno dichiarato e dimostrato fino ad oggi, e a meno che Obama non precisi meglio il suo profilo, se democratico dev'essere, preferisco che il prossimo presidente Usa sia Hillary: certamente più affidabile, circondata e sostenuta dall'area clintoniana del partito, quella moderata, centrista, interventista in politica estera.


Christian Rocca invece ha scritto il pezzo sulla crisi del clintonismo prima della strana nottata del NH.
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A Fabio. A Luisa.

Tocque Ville, la città dei liberi





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