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mercoledì, febbraio 25, 2004
La verità, vi prego, sull’Iran. Michael Ledeen si chiede che cosa abbiano di nuovo visto (meglio: non visto) i media occidentali in occasione del voto iraniano. Il tasto è dolente: come è possibile che praticamente tutti abbiano trattato quanto è successo come se si stesse svolgendo una normale consultazione elettorale? Come è possibile che per avere notizie sulla situazione si dovessero visitare i blog o i siti iraniani non legati al regime? Come è possibile che tutto quello spirito critico che ogni giorno l’informazione riserva alle politiche delle democrazie occidentali svanisca improvvisamente di fronte ai metodi delle dittature e dei regimi illiberali?
Ma qualche risposta la dovrebbero dare anche quei governi la cui unica preoccupazione sembra essere l’appeasement con i despoti di Teheran: For those interested in exposing hypocrisy, it is hard to find a better example than all those noble souls who denounced Operation Iraqi Freedom as a callous operation to gain control over Iraqi oil, but who remain silent as country after country, from Europe to Japan, appeases the Iranian tyrants precisely in order to win oil concessions. Pedram intanto ricorda che in un’elezione finta anche i numeri sono finti. Mentre i mullah rinnovano la fatwa contro Salman Rushdie. Non sapevamo che le fatwe avessero una data di scadenza. Infine le ultime sul programma nucleare clandestino iraniano: ogni giorno se ne scopre un pezzo e se si considera che ad emergere nel corso di queste ispezioni è solo quello che il regime vuole che emerga è chiaro come questo paese sia attualmente una bomba ad orologeria che andrebbe disinnescata al più presto. |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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