1972

martedì, febbraio 24, 2004
Vuol dire «progressista». Che si trovi scritto su qualche blog passi. Ma che il direttore del Corriere della Sera parlando di politica a stelle e strisce traduca letteralmente il termine «liberal» con «liberale» e ci costruisca su un editoriale è già un po’ più sorprendente. Una cosa è dire che negli States anche la sinistra – buon per loro – è in genere liberale perchè il liberalismo è la religione civile dell’America. Ma «liberal», nel linguaggio politico d’oltreoceano, ha una sfumatura diversa che sarebbe importante mantenere quando si cerca di spiegare ai lettori che cosa succede. Ancora di più se si usa la formula «neoliberale». Anche se – va riconosciuto - sui giornali si leggono svarioni più gravi.
postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

Tocque Ville, la città dei liberi





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