1972

mercoledì, febbraio 18, 2004
Già che ci siete. A Cuba c’è un’immensa prigione.
Non è Guantanamo, no. E’ tutto quel che la circonda.
Visto che il vostro aereo carico di indignazione atterra a Guantanamo praticamente ogni giorno, se non vi cambia troppo i piani proseguite la rotta per qualche chilometro.
Potreste avere delle sorprese. Dovrete però accontentarvi: lì più che talebani ci troverete scrittori, poeti, omosessuali, attivisti per i diritti civili. Feccia controrivoluzionaria insomma. Materiale umano molto meno interessante, occorre riconoscerlo. Del quale però ogni tanto si accorgono perfino le Nazioni Unite che – anche se non riescono a denunciare una dittatura senza metterci in mezzo l’imperialismo yankee - almeno una volta l’anno si svegliano dal letargo.
Castro ha reagito come da copione: dicendo che dovrebbero occuparsi piuttosto delle condizioni dei talebani di Guantanamo. Castro è una vecchia volpe. Sa come parlare al suo pubblico.



postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

Tocque Ville, la città dei liberi






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