1972

mercoledì, febbraio 18, 2004
Intervista a John Lewis Gaddis. Sul sito del Council on Foreign Relations.

Colpisce il fatto che Bush sia diventato un Wilsoniano, non è vero?

Assolutamente. Ma le nostre vecchie categorie di destra e sinistra in realtà significano sempre meno quando si tratta di politica estera. Ripensate alle presidenze repubblicane del recente passato. Chi era il presidente che Richard Nixon più ammirava? Lui diceva che era Wilson. Forse era solo cinismo. Ma è interessante che facesse quella scelta.
Se domandate quale fosse una delle caratteristiche distintive della presidenza di Ronald Reagan in politica estera, uno degli aspetti più importanti era che egli realmente concordava con Jimmi Carter sulla promozione dei diritti umani, che era serio su questo punto tanto quanto lo era Carter. Questo fece dei diritti umani una priorità nell’agenda dei conservatori, dei repubblicani, riflettendo sicuramente l’iniziale influenza dei neoconservatori sulla politica estera. Quella tendenza è continuata sotto questa amministrazione, che si è mossa in maniera perfino più radicale e decisa in questa direzione.
Così, ironicamente, questa amministrazione conservatrice repubblicana è in realtà la più radicale amministrazione americana da molti anni a questa a parte in termini di promozione della democrazia all’estero in zone prima considerate inospitali per la stessa.






postato da enzreale | permalink |

A Fabio. A Luisa.

Tocque Ville, la città dei liberi





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