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giovedì, ottobre 11, 2007
Il buco nero e le anime candide. Che il tempo e la vacuità della comunità internazionale fossero i grandi alleati dei generali è stato chiaro fin dall'inizio. La giunta prima ha atteso che il movimento di protesta scoprisse tutte le sue carte per poter colpire più comodamente; poi ha semplicemente lasciato raffreddare l'indignazione a comando delle opinioni pubbliche straniere, fingendo di nuovo aperture al dialogo con l'opposizione per consentire al Palazzo di Vetro di partorire una dichiarazione così tremenda da essere approvata perfino dalla Cina. Il regime ha vinto su tutta la linea dimostrando che nessuna rivoluzione nonviolenta può riuscire se chi detiene il monopolio della forza ha la volontà e le energie per usarla mentre chi dovrebbe intervenire si limita ad assistere all'esecuzione di massa e ad emettere comunicati di circostanza. Sarà proprio l'odierno topolino del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a chiudere il sipario sulla tragedia birmana che intanto continua nel buio del coprifuoco e delle carceri: l'ONU "deplora" e invita "tutte le parti" a "lavorare insieme" per una soluzione della crisi. Lavorare insieme? Forse non vi rendete conto.
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A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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