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1972
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martedì, ottobre 02, 2007
Birmania. Dalla speranza al silenzio. Quando un pomeriggio di sabato l’immagine sfuocata di Aung San Suu Kyi in piedi dietro al cancello della sua residenza-prigione cominciò a fare il giro delle agenzie di stampa del pianeta, sembrava che la Birmania fosse finalmente sul punto di abbattere il suo muro di oppressione. In quel momento la protesta anti-regime, cominciata circa un mese prima con sporadiche manifestazioni contro l’aumento dei prezzi dei carburanti e consolidatasi nei giorni precedenti con l’entrata in scena dei monaci buddisti e il boicottaggio delle offerte dei militari, si saldava con le lacrime della figura più rappresentativa dell’opposizione, assumendo un connotato politico inequivocabile. (...)
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