1972

mercoledì, giugno 06, 2007
Elogio della destabilizzazione.

Quello di Bush a Praga è un grande discorso. Perché condanna i dittatori e promuove una politica estera di destabilizzazione dei loro regimi. Particolarmente importante questo passaggio: “Porre fine alla tirannia richiede l’appoggio di coloro che la indeboliscono dall’interno. Il dissidente sovietico Andrei Amalrik paragonò uno Stato tirannico ad un soldato che tiene costantemente puntato un fucile alla tempia del suo prigioniero, finché le sue braccia non si stancano e il prigioniero può scappare. Il ruolo del mondo libero è proprio quello di stancare le braccia del tiranno e incoraggiare i prigionieri che stanno cercando di accelerare il suo collasso”. Chiunque si dichiari democratico, o liberale o favorevole in senso lato alla libertà della persona, dovrebbe gioire nel sentire parole di questo genere.

Quando si dice che il condizionale è d'obbligo.
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A Fabio. A Luisa.

Tocque Ville, la città dei liberi






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