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1972
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venerdì, maggio 18, 2007
Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno/2. In epoche confuse come la presente, statisti come Tony Blair sono perle rare, esempi preziosi di coerenza e di lucidità politica e morale. Personaggi di questo calibro non appartengono alla destra o alla sinistra, non sono suscettibili di giudizio in base alle normali categorie del dibattito politico. Semplicemente andrebbero apprezzati per la loro grandezza, sia nel trionfo che nell'errore. Ecco perché stupisce un po' che chi oggi - soprattutto a destra - si spende in elogi preventivi per un Sarkozy che, fino a prova contraria, deve ancora dimostrare quasi tutto, magari abbia tifato contro Blair quando si trattava della sua riconferma come primo ministro, solo perché formalmente di sinistra. Bisogna andare oltre se si vuol crescere, bisogna superare steccati mentali alti come montagne, bisogna saper riconoscere una figura così speciale quando (raramente) appare sulla scena. Difficile che l'Europa trovi un altro Blair nei prossimi anni.
(...) we shall fight on the beaches, we shall fight on the landing grounds, we shall fight in the fields and in the streets, we shall fight in the hills; we shall never surrender (...) |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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