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1972
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domenica, marzo 11, 2007
La Spagna dissociata. Ricordato che oggi fanno tre anni dal massacro che cambiò la storia di questo paese, alcune brevi riflessioni sulla manifestazione di ieri. E' rassicurante constatare che almeno una parte dell'opinione pubblica trova la forza di reagire allo scempio che il governo Zapatero sta facendo dello stato di diritto. La scarcerazione del pluriomicida de Juana Chaos (un personaggio che ha orgogliosamente dichiarato di brindare con champagne ogni volta che ETA fa fuori qualcuno) è un atto talmente vigliacco da rappresentare il punto più basso dell'intero mandato dei socialisti post-11 marzo. Insultando ancora una volta le vittime del terrorismo Zapatero apre le porte al ricatto perenne dei carnefici. La decisione non è solo ingiusta moralmente ma criminale politicamente. Ma tutto questo non contiene in sé elementi di novità, è solo la naturale conseguenza di un'azione di governo volta allo smantellamento del patto costituzionale che dal 1978 regge(va) le sorti della nazione e regola(va) i rapporti tra forze democratiche.
Di nuovo c'è invece la scelta della piazza da parte dell'unico partito di opposizione. E qui si aprono diverse letture: da una parte una prova di forza necessaria in questo momento; dall'altra la dimostrazione di un'incapacità di contrastare l'esecutivo sotto il profilo strettamente istituzionale e soprattutto mediatico. La protesta è vitale in democrazia. Ma il susseguirsi di manifestazioni e contromanifestazioni indica una frattura grave nel tessuto sociale della nazione. Non tarderà, presumibilmente, una risposta della sinistra di governo dello stesso tenore, volta a dimostrare che la maggioranza sta con Zapatero. E il vero problema è che la realtà potrebbe proprio essere questa. Farebbe male il Partito Popolare a credere che la marea umana di ieri (e quelle che hanno riempito Madrid in molte precedenti occasioni) indichino una inversione di rotta nella coscienza politica degli spagnoli. Il peggior governo della democrazia, nonostante tutto, può contare su un imponente apparato di manipolazione del consenso. L'ottimo Paolo pecca di ottimismo quando scrive che l'esperimento Zapatero finirà presto. Vale la pena ricordare che il 10 marzo di tre anni fa non si pensava nemmeno che avrebbe potuto cominciare. |
A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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