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1972
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sabato, febbraio 03, 2007
Le crepe. Un anno fa non c'era e tutti a parlarne: esperti, commissioni, politicanti. Oggi c'è ma nessuno ne parla più: né esperti, né commissioni, né politicanti. Gli allarmi sociali ormai seguono tempi diversi da quelli della realtà e vengono accesi e spenti a seconda delle priorità delle classi dirigenti o mediatiche. Pensare che viviamo nel meno insostenibile dei sistemi (quello democratico) non è, in questo caso, una consolazione, semmai un'aggravante. Sempre più si ha la sensazione che democrazia e società aperta siano argini contro la degenerazione, come tali indispensabili ma pur sempre fragili. Se non si mantengono, se la loro resistenza viene data per scontata, finiscono per creparsi ed essere travolti. Travolti dalla menzogna, dalla manipolazione, dall'approssimazione e soprattutto dalla violenza che sempre più appare come la condizione naturale dell'esistenza umana. Dobbiamo essere orgogliosi di aver creato una società vivibile, un argine durevole contro la degenerazione. Dobbiamo vergognarci di come li stiamo trascurando. E averne un po' di paura.
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A Fabio.
A Luisa. ![]() ![]()
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