1972

domenica, gennaio 21, 2007
Giù la maschera. Si delinea la strategia del Vaticano per l'appeasement con il regime di Pechino. E' AsiaNews, ancora una volta, ad informarci sulla linea-Ratzinger: distinguere le responsabilità del governo cinese da quelle dell'Associazione Patriottica (la chiesa di stato), aprirsi al dialogo con il primo, andare alla scontro con la seconda.
La premessa - falsa - è che regime e AP siano entità diverse, con le quali si possa trattare separatamente. La gestione Ratzinger dei rapporti con la Repubblica Popolare Cinese entra così nella fase cruciale, in coerenza con il cammino intrapreso fin dall'inizio del suo mandato: invece di combattere la battaglia della libertà religiosa, il Vaticano sceglie la realpolitik per difendere qualche interesse di retroguardia. Creando una dicotomia artificiale laddove non esiste e non può esistere, scende a patti con la repressione cercando di salvare le apparenze. Adesso ci spiegheranno che si tratta di una mossa sottile, finalizzata a creare un cuneo tra autorità politiche e politico-religiose. Ma il refrain già lo conosciamo: d'altronde il Papa è infallibile, si sa. Prepariamoci invece a parole di fuoco (da Hong Kong) e ad incontri al miele (da Roma). Wojtyla è morto e sepolto. Altro che santo subito.
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A Fabio. A Luisa.

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