1972

lunedì, giugno 25, 2007
Verde. Come il dollaro. Duecentoquarantamila euro a botta per dire che la terra va a fuoco. Il negozio del cambio climatico fa di Al Gore un messia a pagamento, l'ultimo idolo degli pseudo-ambientalisti, l'americano che tutte le mamme progre vorrebbero accompagnasse le loro figlie a vedere le stelle (sempre che l'effetto-serra lo permetta).
Decenni di crimini, misfatti e menzogne. Ma c'è una cosa che da sempre rende la sinistra - anche quella democratica - realmente insopportabile: l'ipocrisia.
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giovedì, giugno 21, 2007
La vita non ha pause.
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lunedì, giugno 11, 2007
Il ritorno dell'Eta e le responsabilità di ZapateroAl di là delle cronache più o meno puntuali diffuse a mezzo stampa in settimana, conviene tentare una lettura politica dell’annuncio di riapertura delle ostilità da parte di Eta e dello stato della nazione spagnola (se è ancora lecito chiamarla così) dopo un anno e mezzo di inganno collettivo (...)
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domenica, giugno 10, 2007
Come se fosse il nostro presidente. L'abbiamo già detto altre volte. Chi non ha perso la memoria della tirannia sa riconoscere la libertà. E non se ne vergogna.
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Sarkozy traballa. Letteralmente. Mah...
P.S. E si prepara un'altra sbornia:

Altre cinque elezioni così e la Francia potrebbe diventare un paese dell'Occidente.
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Implacabili. Dal Corrierino:

Non si ferma la lotta contro l'Eta in Spagna.

Non si ferma la deriva dell'informazione in Italia.
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sabato, giugno 09, 2007
Tale padre, tale figlia. Non che ci si possa aspettare granché di diverso ma questa intervista alla figlia del terrorista più amato dalla sinistra merita comunque un'attenta lettura. Primo perché è indicativa di come i giornali della progresía non possano proprio resistere alla tentazione di farsi megafono dei regimi dittatoriali, basta che appartengano alla famiglia allargata; secondo perché dimostra una volta di più fino a che punto il lavaggio del cervello possa creare mostri.
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mercoledì, giugno 06, 2007
Elogio della destabilizzazione.

Quello di Bush a Praga è un grande discorso. Perché condanna i dittatori e promuove una politica estera di destabilizzazione dei loro regimi. Particolarmente importante questo passaggio: “Porre fine alla tirannia richiede l’appoggio di coloro che la indeboliscono dall’interno. Il dissidente sovietico Andrei Amalrik paragonò uno Stato tirannico ad un soldato che tiene costantemente puntato un fucile alla tempia del suo prigioniero, finché le sue braccia non si stancano e il prigioniero può scappare. Il ruolo del mondo libero è proprio quello di stancare le braccia del tiranno e incoraggiare i prigionieri che stanno cercando di accelerare il suo collasso”. Chiunque si dichiari democratico, o liberale o favorevole in senso lato alla libertà della persona, dovrebbe gioire nel sentire parole di questo genere.

Quando si dice che il condizionale è d'obbligo.
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martedì, giugno 05, 2007
Le ali della libertà. Natan Sharansky, giugno 2004:

Nel 1983 ero incarcerato in una cella di prigionia di otto piedi per dieci ai confini della Siberia. I miei carcerieri sovietici mi diedero il privilegio leggere l'ultimo numero della Pravda. Sparata in prima pagina vi era la condanna del presidente Ronald Reagan per aver avuto la temerarietà di chiamare l'Unione Sovietica "impero del male". Trasmesso attraverso le pareti delle celle e nelle conversazioni alle toilettes, il discorso della "provocazione di Reagan si diffuse rapidamente per la prigione.
Noi dissidenti eravamo in estasi. Finalmente il leader del mondo libero aveva detto la verità - una verità che bruciava nel cuore di ognuno e di ciascuno di noi.


George W. Bush, giugno 2007:

For all these reasons, the United States is committed to the advance of freedom and democracy as the great alternatives to repression and radicalism. And we have a historic objective in view. In my second inaugural address, I pledged America to the ultimate goal of ending tyranny in our world. Some have said that qualifies me as a "dissident president." If standing for liberty in the world makes me a dissident, I wear that title with pride.

There are many dissidents who couldn't join us because they are being unjustly imprisoned or held under house arrest. I look forward to the day when a conference like this one include Alexander Kozulin of Belarus, Aung San Suu Kyi of Burma, Oscar Elias Biscet of Cuba, Father Nguyen Van Ly of Vietnam, Ayman Nour of Egypt. The daughter of one of these political prisoners is in this room. I would like to say to her, and all the families: I thank you for your courage. I pray for your comfort and strength. And I call for the immediate and unconditional release of your loved ones.
In the eyes of America, the democratic dissidents today are the democratic leaders of tomorrow.


Noi no. Noi abbiamo Prodi e Zapatero.
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Ninna nanna. Da tre anni una seduta di ipnosi collettiva addormenta la Spagna. La notte ci si corica con la favola per bambini che racconta che se noi smettiamo di difenderci loro smetteranno di attaccarci. La mattina ci si risveglia con il sogno dal finale dolce che vede la violenza e il ricatto venir meno grazie alla sola forza della persuasione. E' il mondo delle fate e delle loro bacchette magiche che trasformano gli orchi in principi azzurri. L'intera esistenza del progressismo trionfante post-11 marzo si fonda su questa menzogna e da essa trae alimento. Da tre anni, da queste pagine e da altre, si cerca di mettere in guardia chi legge dalla tentazione di credere al potere autoconsolante dell'inganno, al profumo delle rose, alla primavera eterna, alla fine della storia in un solo paese. Questa non è un'analisi dell'annuncio di una banda di terroristi e della disfatta di un governo. Sarebbe oggi troppo facile essere impietosi. Meglio domani. Questo vuol essere un modo elegante - si spera - per dire ve l'avevamo detto. In fondo non era difficile. Bastava non credere alle favole. E ai giornali.
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lunedì, giugno 04, 2007
4 giugno 1989. L'Esercito dell'Armonia in azione.



Pace
.
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A Fabio. A Luisa.

Tocque Ville, la città dei liberi






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